Modello charter da rivedere. La sentenza del mercato

Il modello classico del volo charter che il turismo ha conosciuto fin qui sembra oggi in crisi.

Si moltiplicano le voci degli operatori che concordano sulla convergenza tra charter e linea e sulla necessità di rivedere un modello che nel presente sembra non funzionare.

“Charter, linea e low cost sono tre mondi che stanno pian piano convergendo – è il parere di Fabio Landini, direttore generale di Press Tours -. I charter possono esistere oggi solo se sostenuti da operatori solidi. E noi siamo l’esempio di questo discorso”. Il riferimento del manager va a Neos, che “può essere paragonato a un vettore di linea a tutti gli effetti, non solo dal punto di vista legale, ma anche perché gli investimenti da 9 milioni di euro messi in campo dal gruppo per la sua crescita ne fanno un punto di riferimento per i collegamenti aerei”.

D’accordo, almeno in parte, Fabio Lazzerini, direttore generale di Emirates per l’Italia: “Nel mercato c’è spazio sia per i vettori di linea che per i charter. Bisogna però – specifica il manager del vettore di Dubai – fare i conti con il cambiamento del consumatore. E quindi ogni scelta in questo senso deve rispondere a questa visione”. Secondo il d.g. Emirates Italia anche le grandi compagnie di linea possono lavorare al fianco degli operatori: “Noi lo abbiamo fatto e lo testimonia il caso Mauritius. In linea generale il leisure rappresenta oggi il 15 per cento del nostro fatturato”.

Il punto di vista di chi programma e poi distribuisce e vende è interpretato da Enzo Carella, a.d. Uvet Itn: “Le compagnie di linea sono attori globali del mercato turistico: chi ha investito sul point-to-point ha saputo guadagnare sul leisure e quindi prendere il posto dei charter”.

Fonte TTG Italia