Manovra, superammortamento e credito d’imposta potenziato per le imprese

ROMA – Coperture spalmate negli anni ma mirate a mobilitare gli investimenti privati in gran parte nel 2017. Con questo intento entra in manovra un pacchetto variegato di interventi per le imprese che include misure fiscali e interventi collegati, ad esempio nel campo del credito e dell’internazionalizzazione.

L’impatto economico
Il premier Renzi ha parlato in conferenza stampa di 20 miliardi di euro totali, sommando in realtà otto annualità di copertura diverse, non confrontabili con i 27 miliardi della manovra, e voci diverse: il piano Industria 4.0, coordinato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, la detassazione del salario di produttività (si veda pagina 10) e il taglio dell’Ires dal 27,5 al 24% già approvato e finanziato dalla manovra dello scorso anno. L’impegno di finanza pubblica per il 2017 è molto contenuto, nell’ordine di 1,4 miliardi, soprattutto perché super e iperammortamento pur riguardando interventi iniziati nel 2017 (e completati, come consegna del bene, entro settembre 2018), hanno un percorso fiscale che segue le quote di ammortamento e si manifesta dal 2018. Sommando l’impatto fiscale previsto dal 2018 al 2024 super e iperammortamenti prevedono un impegno di 11 miliardi. Un discorso simile riguarda il rafforzamento del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, con impatto totale di 3,5 miliardi a partire dal 2018, anche se il bonus per le aziende parte dal 2017 e prosegue fino al 2020 (un anno in più di quanto previsto dalla vecchia norma). Calenda sottolinea «con grande soddisfazione» come il piano Industria 4.0 «sia integralmente entrato in manovra, con un ulteriore aumento a un miliardo del Fondo di garanzia».

Incentivi per la tecnologia
Prorogato per un anno il superammortamento del 140%, fino al 31 dicembre 2017. Viene poi introdotto un iperammortamento al 250% per i beni digitali, legati a Industry 4.0, che saranno dettagliati in uno specifico elenco. In entrambi i casi la consegna del bene dovrebbe essere possibile fino al 30 settembre 2018, a patto di pagare un acconto di almeno il 20% entro il 2017. Per gli acquisti di costo unitario superiori a 1 milioni, sarà molto probabilmente necessaria sia una dichiarazione del legale rappresentante sia una perizia tecnica che attesti l’interconnessione al sistema produttivo dell’azienda. Resta confermata, come nell’attuale norma, l’esclusione dei beni con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, come ad esempio fabbricati e costruzioni. Arriva poi la proroga a tutto il 2017 della cosiddetta “Nuova Sabatini” che facilita gli investimenti in beni strumentali attraverso finanziamenti a tassi agevolati (con contributo statale)

Ricerca
L’attuale credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo viene potenziato. Nella nuova versione, che prevede la proroga di un anno a tutto il 2020, il beneficio sale al 50% per qualsiasi tipologia di spesa (mentre oggi per le spesa intra muros delle aziende è al 25%) e il tetto del credito d’imposta annuo per beneficiario sale da 5 a 20 milioni. Il credito sarà calcolato in percentuale delle spese incrementali rispetto alla media degli investimenti realizzati nel triennio 2012-2014. Via libera alla norma correttiva che estende il bonus anche alla ricerca effettuata dalle imprese attraverso contratti con multinazionali.

Quanto ai centri di alta specializzazione per la diffusione del piano 4.0, chiamati a promuovere il trasferimento tecnologico, vengono stanziati 100 milioni nel periodo 2017-2020 che dovrebbero mobilitare ulteriori 100 milioni da parte di investitori privati.

Finanza d’impresa
Debuttano in Italia i Piani individuali di risparmio (Pir). In pratica viene eliminata la tassazione sui capital gain relativi a investimenti a medio lungo termine (con obbligo di mantenere l’investimento per 5 anni) fino a 30mila euro all’anno. Tra le norme completamente nuove, anche le “aziende sponsor”. Le partecipate, in fase di startup, da società quotate (per almeno il 20%) potranno monetizzare le perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta di attività cedendole alla capogruppo. Le perdite oggetto di cessione devono riferirsi, in ogni caso, ad una nuova attività produttiva.

Nel contempo salgono al 30% le detrazioni fiscali già in vigore per chi investe in startup e Pmi innovative, rispetto all’attuale 19% (per soggetti Irpef) e 20% (soggetti Ires). Raddoppia il limite massimo di investimento su cui calcolare la detrazione d’imposta per i soggetti Irpef (1 milione di euro). Le misure di finanza d’impresa prevedono in tutto un impegno pubblico di 450 milioni tra il 2017 e il 2020 per mobilitare risorse private superiori a 2,5 miliardi.

Fondo garanzia e made in Italy
Sale in extremis di 100 milioni la dote 2017 per il Fondo centrale di garanzia. In tutto 1 miliardo, risorse che entrano direttamente nel decreto fiscale approvato ieri. I tecnici che gestiscono il Fondo avevano stimato per il 2017 un fabbisogno nell’ordine di 1,1 miliardi. Secondo le stime presentate dal ministro Calenda, con l’effetto leva che il Fondo potrà attivare grazie all’imminente riforma si attiveranno finanziamenti bancari tra i 23 e i 26 miliardi. Confermato poi l’aumento di 100 milioni della dote per la promozione del made in Italy. Secondo lo Sviluppo, potrà consentire di incrementare il fatturato delle imprese per circa 1 miliardo.

Fonte ilsole24ore.com