Legge di Bilancio 2017: nuove risorse per Fondo Garanzia PMI e Sabatini ter

In arrivo il rifinanziamento del Fondo di garanzia PMI e la proroga della Sabatini ter. La dote stanziata dal Governo con il Decreto fiscale per il Fondo di Garanzia ammonta a 895 milioni di euro. Ulteriori 100 milioni potranno arrivare dal PON “Imprese e competitività 2014–2020”. Nuove risorse anche per la Sabatini ter, confermata fino al 31 dicembre 2017. Grazie alle novità che saranno introdotte nella Legge di bilancio 2017, riaprirà lo sportello agevolativo chiuso dal 3 settembre 2016 a causa dell’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.

895 milioni di euro per il Fondo di garanzia PMI e proroga della Sabatini ter. Sono queste le importanti novità che arrivano con il Decreto fiscale e la legge di Bilancio 2017 per due strumenti agevolativi ampiamente utilizzati dalle imprese negli ultimi anni.

Rifinanziamento del Fondo di garanzia PMI

La dote stanziata dal Governo per il Fondo di Garanzia ammonta a 895 milioni di euro. Ulteriori 100 milioni potranno essere individuati a valere sul Programma operativo nazionale (PON) “Imprese e competitività 2014-2020”.
In base alle previsioni del Ministero dello Sviluppo Economico, questi fondi dovrebbero attivare oltre 25 miliardi di finanziamenti bancari a favore delle PMI.
Il Fondo di garanzia si è dimostrato uno strumento decisivo per l’accesso al credito delle PMI, rilasciando un numero crescente di garanzie: al 31 agosto 2016 (ultimo report disponibile), le richieste di accesso al Fondo mostrano una crescita dell’8,2% rispetto allo stesso periodo del 2015.
Fino al 31 luglio 2016 le domande ammesse sono state 69.103, con un aumento del 9,1% rispetto all’anno precedente, con un importo garantito di 6,8 miliardi di euro (con un incremento dell’8,4%), che hanno permesso di attivare finanziamenti a favore del sistema imprenditoriale per 9,8 miliardi, con un aumento del 6,8%.
La maggior parte delle domande accolte nel 2016 è riferita alle altre operazioni finanziarie (37.737 unità, pari al 54,6% del totale) e alle operazioni di durata non inferiore a 36 mesi (30.488 unità, pari al 44,1% del totale), cui seguono le operazioni di consolidamento su stessa banca/gruppo bancario (862 unità, pari all’1,2% del totale).
Gli interventi di garanzia diretta rappresentano la quota prevalente (55,0% del totale, con 38.018 operazioni).
Le operazioni a fronte di investimento segnano un incremento del 33,2% rispetto al 2015, attestandosi sul 20,0% del totale (da 10.390 nel 2015 a 13.839 nel 2016) con un importo medio del finanziamento pari a 169,1 mila euro (135,4 mila euro per le operazioni non a fronte di investimento).
Le operazioni a medio-lungo termine rappresentano la quota prevalente delle domande accolte (55,7% del totale), registrando una crescita del 13,0% a fronte di un aumento del 4,6% per le operazioni a breve termine.
Il Fondo quindi in questi anni di stretta creditizia si è dimostrato uno strumento particolarmente utile per le PMI, sostenendo le esigenze di liquidità e di nuovi investimenti, e sarà interessato a breve da un’importante riforma studiata per indirizzare i suoi interventi in favore delle imprese più rischiose che hanno quindi più difficoltà ad accedere al credito.
Sulla base delle anticipazioni relative alle nuove disposizioni operative, il punto centrale della riforma è l’introduzione di un modello di rating interno del Fondo ai fini della valutazione del merito creditizio delle imprese, che sostituirà l’attuale sistema di valutazione economico-finanziaria basato sull’utilizzo del credit scoring.
Il nuovo modello di valutazione sarà basato su 5 classi di merito creditizio e la percentuale di copertura sarà più alta per le operazioni di investimento e per le imprese con classe di merito più basse, mentre scenderà per le operazioni di liquidità e a breve termine.

Sabatini ter

Per la Sabatini ter, la legge di Bilancio 2017 si muove su due fronti: proroga fino al 31 dicembre 2017 e contestuale rifinanziamento.
Grazie a queste due novità, nel 2017 le PMI potranno di nuovo presentare domanda per accedere al contributo ministeriale, dopo la chiusura dello sportello agevolativo il 3 settembre 2016 a causa dell’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.
La misura sostiene gli investimenti nuovi in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature di fabbrica ad uso produttivo e hardware, nonché in software e tecnologie digitali, destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale.
L’investimento deve prevedere un finanziamento bancario o leasing, concesso da parte di banche o società di leasing aderenti alla Convenzione MiSE-ABI-Cdp, con le seguenti caratteristiche:
– essere deliberato a copertura degli investimenti e fino al 100% degli stessi;
– avere durata massima, comprensiva di un periodo di preammortamento o di prelocazione non superiore 12 mesi, di 5 anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, decorrenti dalla data di consegna del bene. Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, la predetta durata massima decorre dalla data di consegna dell’ultimo bene;
– essere deliberato per un valore non inferiore a 20.000 euro e non superiore a 2 milioni di euro, anche se frazionato in più iniziative di acquisto, per ciascuna impresa beneficiaria;
– essere erogato in un’unica soluzione, entro 30 giorni dalla stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, essere erogato al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene. Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, l’erogazione avviene in più soluzioni, entro trenta giorni dalla data di consegna di ciascun bene;
– in caso di leasing finanziario, l’impresa locataria deve esercitare anticipatamente, al momento della stipula del contratto, l’opzione di acquisto prevista dal contratto medesimo, i cui effetti decorrono dal termine della locazione finanziaria, fermo restando l’adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali.
A fronte del finanziamento o leasing, il Ministero dello Sviluppo Economico concede un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo pari all’investimento, al tasso d’interesse del 2,75 per cento.
Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI di tutti i settori produttivi (ad eccezione del settore delle attività finanziarie e assicurative, di cui alla sezione K della classificazione delle attività economiche ATECO 2007), che:
– hanno una sede operativa in Italia e sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese, ovvero nel Registro delle imprese di pesca;
– sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
– non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
– non si trovano in condizioni tali da risultare “imprese in difficoltà”.
Sono ammesse anche le imprese estere, con sede in uno Stato membro e che alla data di presentazione della domanda non hanno una sede operativa in Italia. In tal caso, le imprese proponenti devono provvedere all’apertura della predetta sede operativa entro il termine massimo consentito per l’ultimazione dell’investimento ed attestarne l’avvenuta attivazione, nonché la conseguente iscrizione al Registro delle imprese di riferimento.
Fonte ipsoa.it