Inversione di marcia: il web non cresce, le agenzie di viaggi restano stabili

Il web non è destinato a crescere all’infinito, le agenzie non sono condannate a abbassare le serrande per sempre. Almeno negli Stati Uniti (ma spesso i trend del settore partono dagli Usa per contagiare il Vecchio Continente), questo è l’anno della vera inversione di tendenza. In entrambe le direzioni, come dimostrano le cifre dello studio Phocuswright riprese da travelweekly.com: da un lato, i dati del 2014 segnano uno stop dell’ascesa del web; dall’altro, registrano anche un blocco del calo delle agenzie.

In altre parole, la partita del 2013 è pari e patta: la situazione resta sostanzialmente stabile. Niente di fatto, dunque?

Non proprio. Per comprende la portata dei trend del 2014 bisogna ricordare che, l’anno precedente, la percentuale di americani che affermava di prenotare esclusivamente via internet era salita dal 32 al 39 per cento. Una vera e propria impennata, che andava a coronamento di una serie di annate d’oro per il web. L’improvviso blocco dell’ascesa, dunque, assume i contorni di una svolta storica.
Lo stesso vale per lo share delle agenzie che, dopo anni di flessioni continue, si è stabilizzato.

Il motivo? La clientela a stelle e strisce sta dimostrando di riservare un budget maggiore per i viaggi più complessi e su misura. E, per vacanze di questo tipo, preferisce rivolgersi alle agenzie di viaggi.

E secondo Marcello Gasdia, director of consumer research di Phocuswright, “la migrazione da offline a online è in realtà praticamente conclusa”.

Fonte TTG Italia