Enit, Bastianelli: «Colmeremo il gap Italia»

Accesi i motori della nuova Enit guidata da Evelina Christillin, anche il direttore esecutivo Gianni Bastianelli ingrana la marcia e indica le prime mosse dell’Agenzia da qui a fine anno, senza tralasciare qualche puntualizzazione sulle notizie sulla verifica delle nomine da parte della Corte dei Conti e su presunte scelte «pilotate» di certi manager esterni.

«Sono convinto che le polemiche gratuite interessino poco gli addetti ai lavori: valgono le azioni che vengono intraprese. Solo dopo – afferma – si potrà discutere e accettare anche le critiche, che sono quasi sempre costruttive. Anche la nomina del direttore Enit per l’innovazione, Roberta Milano, è stata fatta seguendo il criterio della professionalità, non a caso stiamo parlando di uno degli esperti più apprezzati nella web community».

«Lo sforzo che si sta compiendo», aggiunge, «è snellire il personale attivando la mobilità e operare sostituzioni con selezioni molto accurate. Non è facile continuare a lavorare con chi, presto, lascerà il suo posto. Ma lo stiamo facendo con discrezione e coscienza. Così come all’estero abbiamo tolto tutte le figure dirigenziali per rendere meno oneroso quel costo del personale che incideva parecchio sul budget dell’Enit».

Tolti i sassolini dalla scarpa, veniamo all’operatività della nuova Enit.

«Abbiamo concordato un considerevole taglio nelle partecipazioni a fiere, passando da 30 a dieci, che sono poi quelle di riferimento come il Wtm di Londra e Itb Berlin. E abbiamo concordato una presenza coordinata – con spazi comuni che ogni Regione e impresa potrà personalizzare – e talvolta mirata in fiere turistiche specializzate, laddove regioni e imprese solleciteranno una partecipazione del brand Italia. Ci siamo poi concentrati sulla logica dei workshop tematici: ne abbiamo focalizzati almeno 40 da organizzare nei rispettivi mercati di riferimento».

Qual è esattamente la strategia di fondo da adottare già dalle prossime settimane?

«Stiamo lavorando sul concetto di velocità e di reattività, nel senso che, attraverso l’apporto di consulenti esperti come Roberta Milano, dobbiamo e vogliamo presidiare i mercati ed essere pronti a una comunicazione promozionale efficace molto veloce, rapida, tale da bruciare anche i competitor. Questa è la tempistica dettata dall’epoca del web e dei social e questa è la linea che dobbiamo adottare da subito. Vorremmo applicare una sorta di “modello Spagna”, un paese che ha meno di noi in termini di offerta turistica, ma è un esempio di promozione e commercializzazione».

Ci sono altre azioni che meritano la stessa tempestività?

«Intendiamo rafforzare quanto prima lo screening dei mercati turistici di riferimento, attraverso l’ormai consolidato rapporto congiunto con il ministero degli Affari esteri e con il monitoraggio dei tour operator esteri per intercettare le tendenze dei singoli bacini di traffico».

Questo significa anche un impegno delle vostre sedi all’estero: come vi muoverete?

«Abbiamo già deciso di rafforzare i rapporti con i consolati, l’Ice, le Camere di Commercio all’estero per razionalizzare le spese e far convergere certi sforzi promozionali sul brand Italia. In questo senso non c’è alcuna intenzione di privare l’Agenzia di fondamentali “antenne” sui mercati stranieri. Ma c’è di più: abbiamo ricevuto l’input di aprire o consolidare alcune sedi, come la Thailandia che potrebbe diventare l’hub dell’area indonesiana che conta 600 milioni di abitanti, e l’Australia, paese emergente tra i bacini del nostro incoming».

Altre decisioni che verranno prese a breve?

«A settembre sarà lanciato il concorso social aperto a tutti per il nuovo logo dell’Enit e verranno fatti ragionamenti su come valorizzare i quasi 100 anni dell’Agenzia promozionale più antica nel mondo. Un valore da comunicare al meglio. Sempre in questo mese potenzieremo il dialogo con i social team delle Regioni che, in taluni casi, potranno fornire utili e preziosi suggerimenti per le nostre nuove campagne».

Ultima domanda: quali sono le priorità per il turismo che si dovrà promuovere da domani?

«Sono sempre più convinto che il turismo è fatto di tecnica, comunicazione e brand: tre fronti sui quali dobbiamo recuperare in fretta. Un gap che ci è costato molto in termini di reputation. Ma lo possiamo fare solo con il sostegno e la condivisione strategica di Regioni e imprese turistiche».

Sempre più, dunque, un gioco di squadra. Bastianelli ci crede e chiede una sorta di apertura di credito per il nuovo staff. Come a dire: “Fateci lavorare e poi, semmai, criticateci”. Purtroppo, in Italia, avviene spesso il contrario.

Fonte lagenziadiviaggi.it