Agenzia di viaggio incassava i soldi e truffava i clienti, sequestrata dalla Mobile

CAMPOBASSO. La Polizia di Stato di Campobasso nella mattinata odierna ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di una nota agenzia viaggi ubicata nel centro di Campobasso, emesso dal Gip del Tribunale di Campobasso su richiesta del Pm Nicola D’Angelo.

L’attività di indagine per truffa traeva origine da numerose querele presentate da clienti della predetta Agenzia alla Divisione Anticrimine della Questura di Campobasso e dai successivi accertamenti che hanno evidenziato tutti gli elementi perché fosse valutato sussistente il “fumus commissi delicti” e il pericolo di danni derivante dalla reiterazione del reato di truffa.

Diverse persone, prima e durante la stagione estiva 2016, si erano rivolte all’Agenzia viaggi in questione per prenotare pacchetti vacanze e viaggi in vista delle ferie che intendevano passare in Italia e all’estero con i propri familiari, o avevano acquistato biglietti per concerti musicali di blasonati cantanti.

La titolare dell’Agenzia, dopo aver fornito brochure informative e offerte di viaggi e soggiorni turistici, poneva in essere condotte ingannatorie consistite nel rilasciare riepiloghi delle prenotazioni, ricevute di pagamento, inducendo i clienti in errore circa la reale volontà di fornire i detti beni e servizi, i quali corrispondevano somme di denaro a titolo di acconto e saldo sul prezzo pattuito, ignari del fatto che non avrebbero ottenuto la prestazione. La titolare dell’agenzia tratteneva, quindi del tutto indebitamente, quanto versato dalla clientela e con le più svariate scuse non forniva la prestazione.

Poco prima della partenza per il viaggio, i clienti scoprivano l’imbroglio e, al momento del ritiro dei titoli di viaggio e dei voucher o dei biglietti dei concerti, si avvedevano che la loro vacanza (o la partecipazione agli eventi) era sfumata. Ne nascevano frequenti e continue discussioni all’interno dell’agenzia con intervento ripetuto della Volante della Polizia di Stato a sedare gli animi.

Essendo divenuta oramai una questione diffusa e reiterata, il Pm procedente richiedeva al Gip un provvedimento che interrompesse la reiterazione del reato e i conseguenti danni che derivavano ai querelanti. Il Gip ritenendo la condotta grave, oltre che oggettivamente, anche sotto il profilo della sua continua e pervicace reiterazione, non risultando occasionale la mancata prestazione promessa, né dovuta a eventi esterni alla volontà della titolare dell’attività di sottrarsi agli obblighi assunti, emetteva la misura cautelare reale richiesta.

Peraltro, anche dopo la richiesta del Pm di sequestro preventivo, continuavano a giungere ulteriori querele e non si esclude che altre se ne aggiungeranno in seguito.

La Squadra Mobile dava esecuzione al provvedimento in argomento, ponendo i sigilli all’attività e notificando all’interessata il divieto di svolgimento di qualunque attività.

Fonte termolionline.it