Truffa sui biglietti aerei per il Perù. Ex cartomante finisce a processo

La telefonata arrivata all’agenzia di viaggi sembrava quella di una normale cliente, che prenotava due biglietti aerei per il rientro urgente di una coppia dal Perù. Insomma, sulla carta sembrava tutto a posto. Peccato che i dati forniti dalla donna fossero falsi, come gli estremi della carta di credito e che la copia del bonifico inviato fosse carta straccia. In compenso la donna, ricevuti i biglietti via mail, avrebbe incassato i soldi dai destinatari dei titoli di viaggio, ignare pedine del raggiro.

Sul banco degli imputati, con l’accusa di truffa, è finita una 47enne di Pesaro, ex cartomante. Il procedimento aperto a Trento, peraltro, non sarebbe il solo a suo carico: la donna, complice una certa capacità di persuasione ed un buon «scusario», sarebbe riuscita a mettere a segno la stessa truffa in altre agenzie italiane. La vicenda risale al settembre 2014. L’imputata, secondo quanto ricostruito dall’accusa, si rivolge ad una agenzia di viaggi della val di Non chiedendo due biglietti aerei per il volo Lima (Perù) – Bologna.

La donna contatta l’agenzia il 24 settembre, presentandosi con un falso nome e spiegando di essere una insegnante di Bologna. Nel corso della telefonata si informa sul costo dei biglietti per una coppia che, da Lima, doveva raggiungere Linate e, dopo un mese, fare ritorno partendo da Bologna. La donna prospetta una certa urgenza, visto che il motivo del viaggio è legato ad un evento imminente: il parto di una parente che vive a Bologna. La dipendente fornisce ovviamente le informazioni sulle tariffe: 2.970 euro per i biglietti.

Il 26 settembre l’imputata conferma la prenotazione del volo e fornisce via mail tutti i dati, compresi gli estremi della carta di credito. Non solo. Lo stesso giorno invia una copia dell’ordine di bonifico fatto presso una banca di Milano. L’agenzia, a quel punto, invia i biglietti aerei come concordato via mail, restando in attesa del bonifico. Ma passano i giorni senza che il denaro arrivi. Dopo vari tentativi a vuoto, l’agenzia riesce finalmente a contattare l’imputata, che giustifica il mancato bonifico con un errore nella password.

Inutile dire che il denaro non arriva e i tentativi di contattare la donna via telefono o sulla email risultano vani. Anche le verifiche presso l’istituto bancario confermano che nessun bonifico è stato emesso. A quel punto non resta che sporgere denuncia presso i carabinieri di Cles, che hanno condotto le indagini. La 47enne, come detto, si trova ora a processo per truffa. Ieri mattina, nel corso dell’udienza, è stata raccolta la testimonianza di una donna sudamericana, «cliente» dell’imputata, che – dopo avere partorito due gemelli – ha dovuto attendere tre mesi per rientrare in Italia perché i biglietti promessi non arrivavano mai.

Fonte L’Adige.it