21 10 2019

Commissioni passive: “Per le agenzie un taglio dei ricavi fino al 25%”

Il commento del direttore nazionale di Fto, Gabriele Milani, che invoca un credito di imposta a favore degli operatori per le commissioni pagate per l’accettazione di carte di debito e di credito.

“La previsione di sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat ci preoccupa”. A parlare è Gabriele Milani, direttore nazionale Fto. Il Consiglio dei Ministri ha infatti appena varato le misure che compongono la manovra finanziaria per il 2020, tra cui il Decreto Legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale. Il sanzionamento interessa i soggetti economici che effettuano attività di vendita di beni e di prestazioni di servizi e quindi le stesse agenzie di viaggio.

“Pur essendo sempre stati più che favorevoli alla diffusione di sistemi elettronici di pagamento sicuri e tracciabili – continua il direttore – riteniamo sbagliato aver pensato ad un sistema punitivo con applicazione di multe che alla fine si traduce in una tassa sul contante; la diffusione delle carte elettroniche non è costituito dalla loro obbligatorietà ma dalla riduzione dei costi di gestione”.

Nel settore delle imprese di viaggi, tale modalità di pagamento ha una maggiore incidenza economica rispetto ad altri settori commerciali. “L’impatto – argomenta Milani – non deve essere misurato sul valore della transazione (prezzo del pacchetto/servizio turistico, del biglietto di trasporto, ecc.) ma sull’importo della provvigione maturata dall’agenzia di viaggi che remunera l’attività di intermediazione”.

Per questo motivo l’incidenza del costo della commissione passiva per l’utilizzo della carta, la cui percentuale di commissione è mediamente ricompresa tra l’1,20% ed il 2% del prezzo della transazione, “comporterà un danno economico notevolmente superiore, che oscilla tra un minimo del 14%-16% fino a raggiungere anche punte del 25% dei ricavi”, commenta Milani.

“Per questo – conclude – bisogna agire anzitutto sul versante della riduzione dei costi che l’utilizzo di tali strumenti comporta a carico di consumatori ed imprese. In particolare, risulterebbe utile un credito di imposta a favore degli operatori per le commissioni pagate per l’accettazione di carte di debito e di credito”.

Fonte www.guidaviaggi.it